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BIOGRAFIA
C’era una volta un bambino, si chiamava Ola Svensson (Ola Salo è un palindromo, in quanto si legge allo stesso modo sia da destra che da sinistra, e diventerà il suo "nome d’arte").
Egli aveva solo 2 anni quando scrisse la sua prima canzone intitolata "Jaggajbilar".
In realtà il vero titolo era un altro, ma Ola aveva un po’ di difficoltà nel pronunciare la lettera "r", così ne aveva modificato il titolo...
Ola vive per la musica, del resto anche i suoi genitori si sono conosciuti proprio grazie a questa.
Sua madre suonava il pianoforte e l’organo mentre suo padre il violino e cantava anche in un coro.
Anche Ola ha studiato musica, proprio con i suoi genitori, imparando i primi rudimenti grazie a Lars e Birgitta.
Ola è il cucciolo di casa, in quanto prima di lui ci sono tre fratelli e una sorella, tutti con la passione per la musica: Jakob, Johannes, Martin e Anna.
La "pecora nera" della famiglia, per modo di dire, è Johannes, che alla carriera musicale preferisce ben altro, cioè l’ingegneria, anche se è un grande collezionista di dischi. Insomma, il piccolo Ola cresce a "pane e musica", grazie a questa famiglia di eclettici musicisti che hanno i loro interessi nei generi più disparati, dalla musica per organo al rock più duro, passando per il genere tribale, anche perché papà Lars è anche "padre Lars", un prete missionario che insieme alla moglie gira un po’ l’Africa e poi ritorna in Svezia, precisamente a Rottne, dove gli viene affidata una parrocchia.
Ed è proprio in Svezia che nasce Ola, a dispetto dei suoi fratelli, tutti nati nel Continente Nero.
Ola scrive la sua prima canzone in inglese all’età di sei anni. S’intitola "World in space" e da allora tutti i suoi testi sono in questa lingua, che lui mastica perfettamente come la lingua madre.
Ola incontra Leari Ljungberg all’età di quattro anni, quando i suoi genitori vendono la loro casa a quelli di Leari. L’incontro con Jepson avviene quando Ola lo sente suonare su di un pullman.
Ancora oggi, se ti rechi a casa dei genitori di Jepson, ti rendi conto che ci sono più chitarre che mobili, proprio perché anche suo padre Bjorn ha la stessa passione. Infatti aiuta la band che nasce ufficialmente nel 1991, occupandosi degli strumenti musicali e soprattutto degli effetti del suono.
Ulla, la mamma di Jepson invece, si occupa dei "costumi" dei giovani musicisti, molto esigenti in quanto fin dall’inizio amano il genere glam degli anni settanta.
Pelle, il fratello di Leari, più vecchio di lui di cinque anni, li aiuta per un po’ di tempo, e fin da subito si rende conto che L’Arca ha energia da vendere....la gente li ascolta, balla, ama tutto di loro che piano piano perfezionano la loro capacità di suonare gli strumenti e soprattutto hanno qualcosa che attira l’attenzione! Il primo batterista è Magnus Olsson, che ben presto cede il posto a Martin Rosengardten.
Pelle ricorda un episodio particolare di quel periodo : durante un’esibizione Leari si avvicina a Martin R. con un rasoio elettrico attaccato al microfono e comincia a rasargli la testa, ma va un po’ troppo a fondo, tanto che il povero Martin che perde sangue dalla testa sviene!
Un altro episodio riguarda Ola, che durante un concerto si esibisce con la sola biancheria intima, un paio di stivaloni, oppure con costume da bagno, col reggiseno, in tenuta da sci ecc ecc.
Ma, al di là di ciò che può essere l’apparenza, il modo di vestire, la trasgressione, che pur caratterizza il gruppo, ciò che colpisce è il significato profondo delle canzoni scritte da Ola, fatte di misticismo, di filosofia e di profondità assoluta.
I suoi insegnanti e le persone che lo conoscono bene e lo frequentano, affermano che egli può ridere e fare battute, ma in realtà cela una profonda serietà ed una grande ambizione nella volontà di voler cambiare le cose, lo stato del mondo.
Il suo livello intellettivo è di gran lunga superiore ai suoi coetanei ed egli ormai sta costruendo l’artista che poi diventerà. Parla di esistenzialismo, di filosofia, di religione, soprattutto con suo padre e sua madre.
Molte religioni insegnano che la parola di Dio ha creato la vita, Ola è convinto che la parola genera vita e che tramite la parola si può cambiare il mondo. Ma la filosofia dell’Arca, quell’arca su cui lui vuole far salire quante più persone possibili, sulla quale ognuno di noi può salirvi senza aver più il timore di mostrare agli altri ciò che siamo e ciò che proviamo, si distacca dai canoni tradizionali della Cristianità, che insegna l’obbedienza, il non rispetto dei desideri del corpo, che è un nemico dell’anima.
L’arca canta inni di ribellione sessuale , mancanza di pudore, ricerca sulla propria identità sessuale e riflessioni sulla vita, ma il messaggio ben preciso che ci vuole far arrivare è "sii sempre te stesso", messaggio che più volte è ribadito nei loro album. Lascia che il tuo corpo decida, ma soprattutto il tuo cuore, lasciati guidare dal desiderio, supera le convenzioni, non solo sessuali, ma di ogni genere.
Nonostante ciò, Ola scrive una messa alle scuole superiori , intitolata "A mass for my generation"che riguarda il fatto che spesso la chiesa non accetta che ognuno possa avere dubbi e perdere la fede.
Si esibisce da solo con un pianista e come scenografia ha un pezzo di filo di ferro spinato :per lui la chiesa non deve diventare un posto che impedisce la libertà di espressione.
Nel 1994 The Ark registrano "Racing with the rabbits" e "Cracked messiah" al Dundret Studio di Malmo, cui un anno dopo seguono "Od slatrom ekil" e "I laid it down" che vengono pubblicate in un EP.
"Quando un’idea dopo un’altra si insinuano nella testa di Ola, come naturale conseguenza le altre funzioni vitali ne risentono, non ha più la percezione del tempo, non ha più fame....
"Stare con Ola anche solo per poche ore significa non dover pensare a niente perché il giorno si dissolve...."
Nonostante il buon successo dell’Ep, le grandi case discografiche non sembrano interessarsi alla band, tanto che le persone che li conoscono bene, cominciano a scoraggiarli maggiormente e suggeriscono a Ola di sciogliere la band ma lui non segue questi consigli, infatti il tempo gli darà ragione.
Dopo un’ esibizione a Urasa, si accorge di loro il leader dei "Creeps", Robert Jelinek , che da subito ama la loro musica ed il loro stile, decidendo così di aiutarli nella produzione del primo disco.
E’ il 1997, Jelinek è convinto che i ragazzi sono dei veri animali da palcoscenico, destinati a dominare il mondo. Insieme a lui c’è Martin Axen, da tempo grande fan degli Ark, che riesce ad incontrarli alla fine dello show e a persuaderli a continuare il loro percorso musicale....beh, l’incontro termina con l’entrata di un nuovo membro nella band: Martin Axen!!! Quel Martin che fino ad allora, almeno secondo la sua mamma, sembrava solo interessato alle uscite con gli amici e al divertimento, a parte qualche episodio, come le olimpiadi giovanili quando si era classificato terzo nella corsa.
Jelinek lavora ai Tambourine Studios , così inizia a lavorare con la band, creando una demo di cinque pezzi che presenta a Jon Gray, il manager dei Creeps, che resta conquistato dalla band e decide di organizzare un concerto a Stoccolma. Così inizia una collaborazione tra gli Ark, Gray e la casa discografica Grand Recordings che dopo il concerto gli offre di fare un disco.
Nel dicembre 1999, Martin Rosengardten abbandona l’Arca a causa dei suoi studi a Malmo e al suo posto arriva Sylvester Schlegel, che suona la batteria, la chitarra, una serie infinita di altri strumenti ed è anche un ottimo cantante! Sylle ama la musica fin dalla culla: con i lego costruisce una rock band e all’età di quattro anni riceve la sua prima batteria, a undici anni suona la chitarra elettrica. Sylle vive per la musica e il resto della sua vita è solo una conseguenza secondaria.
Nel 1999, a gennaio, Leari collabora con i Cardigans sostituendo il bassista Magnus Svennigsson. I Cardigans sono in tour con i Kent e grazie a questo incontro, Leari riesce a far conoscere the Ark. Infatti nel 2002, The Ark aprono i concerti dei Kent nel loro tour svedese.
E’ l’anno di "Let your body decide"che diventa una hit, seguito da "It takes a fool to remain sane"che scalza perfino Madonna nelle hits svedesi e gli comporta la nomination agli MTV Music Awards. E’ anche l’anno del contratto con la Virgin Music!
" Vogliamo vivere ed agire in un mondo dove sia concesso essere ridicoli, perché questo può rendere la vita molto più piacevole". Questa è un’altra delle frasi che Ola lascerà come testimonianza in una delle interviste per un giornale italiano
Nel settembre 2000 finalmente esce il primo album "We are the Ark", 12 brani in una favolosa mistura di glam, rock anni settanta, insieme a delle musicalità nuove che diventeranno caratteristica dominante della band.Nell’ottobre 2000 esce "Echo chamber", mentre, nel febbraio 2001 viene pubblicato "Joy surrender".
Nel 2001 The Ark si esibiscono dinanzi ad una folla letteralmente affascinata all’ Hultsfred Festival.
E finalmente arriva l’incontro con l’Italia.........
Nella primavera-estate 2001 la band partecipa ad alcune trasmissioni italiane, Top Of The Pops e soprattutto il Festivalbar, col quale faranno tutta la tournee estiva promuovendo con immenso successo "It takes a fool to remain sane". Il 19 novembre 2001 faranno la loro prima apparizione dal vivo a Milano con un concerto gratuito presso i Magazzini Generali...è un tripudio!
Ola urla al pubblico "We gonna start a revolution tonight....FOOLS OF THE WORLD!" in un’atmosfera carica di emozione, lustrini e soprattutto di ritmi da favola! La voce di Ola risplende nella notte milanese e finalmente il resto è storia!!!
Inoltre saranno ospiti da Panariello nella trasmissione del sabato sera di Rai Uno, Torno sabato, nella quale cantano "It takes a fool..."circondati da una miriade di ballerini cinti da camicie di forza.
Il 16 gennaio 2002 arriveranno sul palco fra le stelle della 3a edizione dei "Tribe Awards"in tv.
Il ritorno in Italia avviene nel febbraio 2002 con un’ospitata importante nella trasmissione di Raidue "Quelli che il calcio" e finalmente, col primo tour italiano.
Queste sono le date:
Milano, 18/02/02
Firenze, 19/02/02(Compleanno di Ola, al quale viene regalata una rosa rossa dallo stelo lunghissimo, che porta alla bocca fino a morderne i petali con delle movenze così spregiudicate, sexy e provocatorie che saranno la nota dominante di tutti i loro concerti)
Nonantola (MO), 21/02/02
Roncade (TV), 22/02/02
Senigallia (AN), 23/02/02
Roma, 24/02/02
Ola Salo brillerà per il suo carisma eccezionale, oltre che per una voce come poche, inconfondibile.
Dopo il successo ottenuto nei precedenti concerti, replicheranno gli eventi nei successivi mesi estivi:
Borgaro (TO), 27/06/02
Perugia, 28/06/02
Marcon (Ve), 29/06/02
Senigallia (AN), 20/07/02
Brescia, 22/07/02
Casoni (RE), 23/07/02
Roma, 24/07/02 (lo stesso giorno parteciperanno alla trasmissione live TRL in diretta dai fori imperiali a Roma)
"L’Arca riesce a ridefinire la figura della star: non più una persona che guarda le proprie scarpe, ma soprattutto un essere umano che apre le braccia al pubblico".
Ola, Leari, Jepson, Martin e Sylle interagiscono con i fans dentro e fuori dal palcoscenico, concedendosi totalmente a loro, disponibili, affettuosi e gentilissimi, insieme al sesto, anche se non ufficiale, membro dell’arca, Jens, loro caro amico e soprattutto musicista temprato.
In Italia vengono pubblicati solo due singoli da "We are the Ark", e cioè "It takes a fool..." e "Let your body decide"
Nel frattempo, nel febbraio 2002 esce in Svezia "Calleth you Cometh I" che avremo modo di ascoltare in esclusiva dal vivo in Italia durante il tour estivo del 2002.Infatti, durante i concerti, Ola intona la canzone come un inno e una promessa, quella di tornare in Italia il prima possibile e dice "Se voi ci chiamate qui in Italia, noi torniamo!"
Il 19 agosto 2002 esce in Svezia "Father of a son" con la B-side "The glad yeah."
Il 26 agosto 2002 esce il loro secondo album: "In lust we trust ", 11 canzoni tra cui un Interlude di sola musica in un cd che sembra un musical completo in tutte le sue parti, con risonanze pop e punk glam nello stesso tempo.
4 novembre 2002 : in Svezia esce"Tell me this night is over", B-side Mayfly.
Per ciò che riguarda l’Italia, gli Ark sono ospiti di alcune trasmissioni televisive musicali, come la serata finale del Festivalbar(11/09/02)Top of the pops(14/09/02), Viva(05/10/02), Rete All Music(19/11/02), stesso giorno a Mtv Select, e il giorno di Natale regalano ai loro fans italiani un’esibizione live nel programma Play it.
In Svezia inizia la promozione del secondo album, ma i nostri guys non disdegnano alcune apparizioni all’estero, come in Germania, in Olanda e addirittura a Londra il 28 febbraio 2003.
Il 2 febbraio 2003 Ola vince il premio come Artista dell’anno al Gaygala in Stoccolma.
10 marzo 2003: sempre in Svezia viene pubblicato"Disease" con la B-side "Opera"
Il tour continua e nel marzo 2003 i nostri girano la Finlandia con quattro date importanti.
Nell’aprile 2003 gli Ark faranno una breve apparizione a Milano in occasione della Fiera del design svedese regalando a pochi eletti alcune canzoni come "Angelheads", "Father of a son" e "Echo Chamber"
Nel novembre 2003 saranno addirittura a Tokyo, insieme ad altre band svedesi.
Il 2004 è l’anno del nuovo tour italiano, con le seguenti date:
29/01/04 Roma, purtroppo annullata per motivi tecnici.
30/01/04 Rimini
31/01/04 Brescia
02/02/04 Milano
03/02/04 Firenze
E ancora una volta la band venuta dal freddo saprà donare ai suoi fans delle calde emozioni coinvolgendo il "suo" pubblico in uno spettacolo unico e ricco.
Nel marzo 2004 L’Arca inizia a lavorare al nuovo album presso i Tambourine Studios in Malmo
Il 20 luglio 2004 Sylvester diventa papà....Auguri!
Ottobre 2004, i cinque dell’arca sono a Stoccolma per girare il video del primo single del nuovo cd, il titolo è "One of us is gonna die young"in uscita l’8 dicembre, mentre il terzo album "State of the Ark", verrà pubblicato il 27 dicembre.
"One of us is gonna die young", al contrario del titolo, non è una canzone triste, ma piuttosto è una canzone sul desiderio di vivere la vita. Il cd vede la collaborazione di vari produttori.
Non ci resta che aspettare il loro ritorno in Italia.
Nel frattempo inizia la promozione dell’album in Svezia e nei paesi scandinavi, con interviste ai più celebri magazines scandinavi e partecipazioni a trasmissioni televisive , ad esempio il tv show Tracks sul canale svedese SVT1 il 13 Dicembre 2004 e il Grynets megashow il 17 Dicembre. All’inizio del 2005, l’Arca partecipa ad una manifestazione che si tiene a Stoccolma l’8 Gennaio per le vittime dello Tsunami in Asia; anche questa viene trasmessa dalla tv svedese.
Il 31 gennaio gli Ark sono ad Oslo negli studi di Store Studio NRK e c’è anche lo Staff di Foolsoftheworld ad assistere ad una eccezionale performance live.
Finalmente inizia il tour che li vede impegnati dal 21 Febbraio nello scenario del Cirkus di Stoccolma e successivamente in tutte le maggiori città della Svezia e della Scandinavia: Copenhagen, Malmö, Göteborg, Oslo e moltissime altre.
A metà marzo gli Ark sbarcano in America con diverse date:
Marzo 16 - The Troubadour, Los Angeles.
Marzo 18 - The South by south west festival, Austin, Texas.
Marzo 21 - CBGB:'s, New York.
Marzo 23 - Times Square, New York.
Marzo 25 - Tribeca Grand Hotel, New York.
Le critiche sono molto favorevoli e la band riscuote notevole successo.
Il 30 Marzo 2005 viene pubblicato il secondo single dall’album State of The Ark, s’intitola "Clamour for Glamour" e contiene 4 tracce, tra cui due remix di Clamour for Glamour e una nuova track dal titolo"Stay real/Look sweet".
Finalmente arrivano le prime news per l’Italia: la Virgin-Emi Italia comunica che dal 25 marzo verrà lanciato in tutte le radio il single "One of us", questo è il titolo deciso dalla casa discografica italiana, abbreviazione del single originale svedese "One of us is gonna die young". Il cd rimarrà un promo disponibile solo per gli addetti ai lavori e finora non è prevista l’uscita commerciale.
L’album "State of the Ark" viene pubblicato in Italia il 18 aprile, anche se alcuni stores ne anticipano la vendita di qualche giorno. Il video di "One of us" passa in tutti i canali musicali televisivi e la canzone in tutti quelli radiofonici, ma ancora non vi sono date ufficiali per l’Italia.
Nel frattempo The Ark continuano a fare il tutto esaurito nei concerti scandinavi e vengono pubblicate nuove date di live-concerts che prevedono un intenso tour estivo fino ad agosto.Il concerto di Lund del 15 aprile in particolare, verrà registrato interamente e trasmesso in seguito dalla tv svedese; alcune indiscrezioni degli addetti ai lavori affermano che forse di quel concerto verrà fatto un dvd, il primo dvd degli Ark! Inoltre, per maggio vi sono anche delle date europee, nelle maggiori città della Germania: Amburgo, Berlino, Colonia e Monaco e addirittura una data in Austria e una in Svizzera.
Lo "Stage of The Ark" percorre in lungo e in largo la Scandinavia durante un’estate così intensa che la stessa band la definirà "una delle più belle" della sua vita.
L’Arca partecipa ad innumerevoli festivals, tra cui il notissimo "Hultsfred Festival", il "Peace and Love", "Where The Action Is" che li vede protagonisti a Goteborg, Malmo, Linkoping, Karlskrona e Stoccolma e molti altri....
Nel frattempo,nel mese di luglio, viene pubblicato il terzo single dal nuovo album, "Trust is Shareware", ma solo in versione scaricabile da internet, non su cd.
E in estate finalmente ci sono buone nuove anche per i fans italiani, in quanto la Virgin Italy ci informa che la band tornerà in Italia a settembre con tre date:
22 Settembre - New Age di Roncade (TV)
23 Settembre - Vox Club di Nonantola (MO)
24 Settembre - Buddha Cafè di Orzinuovi (BS)
Durante questo mini tour europeo, gli Ark tornano anche in Germania e in Austria.
I concerti italiani sono un vero e proprio tripudio di emozioni per i fans, e i ragazzi sono intensi e disponibili come sempre, sul palco e fuori. "Clamour for Glamour" apre lo show, seguita da canzoni nuove e altre "classiche" come "It takes a fool to remain sane" e "Let your body decide", mentre "Calleth you Cometh I" chiude il concerto.....come un segno, un auspicio di ritorno..... e noi li "chiamiamo"!
Dopo le date italiane,The Ark proseguono il loro tour europeo e soprattutto l’ascesa verso gli USA; infatti verso la fine di ottobre 2005 fanno tappa a New York con quattro date dove ottengono un discreto successo e il numero di fans si accresce anche oltreoceano.
Ancora un paio di date in Scandinavia nel mese di novembre e poi di nuovo a New York per una sola data; la fine del 2005 li vede protagonisti di un breve tour in Finlandia.
Il 2005 è stato probabilmente uno degli anni più importanti nella storia dell’Arca, il bilancio si può considerare positivo al 100%, i cinque guys sono reduci da un lunghissimo tour e soprattutto da un grande successo col pubblico, ma le sorprese non finiscono qui.....
Nel corso di un’intervista, Justin Hawkins, il leader del gruppo The Darkness, dichiara di essere un grande ammiratore della band e che sarebbe disposto ad aiutarli per permettergli di farsi conoscere anche sul mercato britannico; presto detto!
Nel febbraio 2006 The Ark è in tour con The Darkness come supporting band, finalmente anche i fans inglesi hanno la possibilità di conoscerli meglio, e la cosa sembra essere molto apprezzata!La riprova è data dal fatto che innumerevoli fans inglesi si iscrivono al forum del sito ufficiale thearkworld.com, contattano noi di foolsoftheworld permettendoci di pubblicare le loro foto, invadono il MySpace dedicato alla band..insomma sono sempre più presenti.
Le prime tappe del tour con The Darkness sono in Irlanda, seguite dall’Inghilterra, la Scozia e di nuovo l’Inghilterra.
Il 9 febbraio The Ark si esibiscono a Londra senza la band di Hawkins al The Barfly.
Il tour con The Darkness prosegue in Scandinavia e in particolare ricordiamo la data di Oslo del 1 marzo dove era presente anche lo Staff di foolsoftheworld. Abbiamo così incontrato di nuovo i ragazzi, gentili e grandiosi come sempre, che ci hanno detto di essere molto soddisfatti del tour e di stare pensando già al nuovo album.
A metà marzo The Ark saranno di nuovo negli Usa e poi ancora in tour con The Darkness a Berlino e Praga. Al momento, l’Italia è fuori da questo tour.
Dal 15 al 24 marzo 2006 The Ark sono negli States tra Austin, Los Angeles e New York, e il loro successo è tale che già viene programmato un tour estivo per l’ultima decade di giugno.
Fortunatamente anche per l’Italia arrivano buone nuove: i ragazzi torneranno ad esibirsi qui in occasione dell’Ephebia Festival di Terni l’11 giugno, un altro meraviglioso concerto per i fans italiani che li portano sempre nel cuore!
Il tour prosegue negli Usa, dal 21 al 30 giugno, tra Los Angeles, San Francisco,Chicago e Boston e qui è ancora un tripudio. I giornali locali e i siti internet americani scrivono di questa band venuta da oltreoceano tessendone le lodi... "L’Europa ha stretto l’Arca al suo cuore,speriamo che anche l’America li adotti presto. Se non accadrà...allora siete contro l’amore!" (dal San Francisco newspaper)
A luglio e agosto sono di nuovo in Scandinavia, in particolare menzioniamo il tour norvegese dal 18 al 26 agosto, perché anche noi di Fools c’eravamo con tanto di bandiera italiana al seguito!
Ad ottobre apprendiamo la bella notizia che Jens è diventato meritatamente un membro ufficiale della band, ma per noi è sempre stato tale.
Ma l’America li chiama....e The Ark ritornano! Nuovo tour dal 22 ottobre al 4 novembre, Washington, San Francisco, New York etc, con una data in Canada....a quanto pare allora anche gli Americani "hanno stretto l’arca al loro cuore!"
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